domenica 24 maggio 2009

Ignominia


Ogni tanto bisogna pur parlare di argomenti più leggeri.
Oggi mi viene fatto di parlare della mia squadra del cuore, il Milan, che sta terminando con disonore un campionato che non l'ha mai visto protagonista; il che, dal mio punto di vista, è il peggio del peggio per una squadra che, nel ventennio scorso, non è mai stata mediocre come è successo nelle ultime, tristi stagioni.
Siamo d'accordo, non sarebbe potuto essere altrimenti con una squadra formata di ex grandi calciatori spacciati per campioni in cerca di riscatto dall'Amministratore Delegato Adriano Galliani che, evidentemente, ci ha presi tutti per idioti. E tuttavia, qualcosa di più si sarebbe dovuto fare per salutare quel grande campione che è stato Maldini, che ha mosso i primi passi con il Barone Liedholm all'età di 17 anni, e che è stato a lungo il più forte esterno sinistro del mondo. Invece no: il solito cesso di partita, mal giocata contro una delle squadre più deludenti di tutto il campionato che, non a caso, ha trovato a Milano una delle sue pochissime giornate di gloria.

Lo sappiamo: Berlusconi, dall'alto del suo scranno, non può né vuole spendere soldi per la sua squadra. Si può capire, ma allora i casi sono due:
  1. o vende a qualche magnate estero che i soldi ce li abbia e li voglia pure spendere
  2. o trasferisce in prima squadra un po' di giovanotti della Primavera che abbiano voglia di sputare i polmoni correndo su e giù per quel campo di gioco che viene profanato da questi quattro ronzini squinternati che disonorano la maglia di quella che - nemmeno tanto tempo fa - fu la Squadra Più Forte del Mondo
Quello che non vogliamo più, per piacere, è l'ingaggio di vecchi cavalli bolsi che vengono a sgambettare a Milanello in cerca di soldi - anche quei pochi che gli molla il Milan - e pubblicità gratuita. Di questi cessi ne abbiamo definitivamente piene le palle.
Quello che non vogliamo più, per piacere, è vedere Presidente ed Amministratore Delegato che prima annunciano l'interesse per dubbi campioni che costano troppo, e poi fanno il giro dei clubs europei chiedendo in prestito le loro scartine.
Quello che non vogliamo più, per piacere, è vedere Presidente ed Amministratore Delegato che consegnano la Milano calcistica a quei tristi figuri vestiti di lugubri strisce nere e azzurre e che essi, colti da strano empito di sportività, chiamano cugini.
Io non ho cugini

2 commenti:

  1. Grande Pietro, mai banale!
    Anche io non ho cugini.....

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  2. Vedi? Non avevamo mai parlato di calcio... e adesso ci ritroviamo su Facebook e zone limitrofe!
    Un abbraccio

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