Visualizzazione post con etichetta Svizzera. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Svizzera. Mostra tutti i post

domenica 17 luglio 2011

Il concetto di Giustizia fra Svitto e Untervaldo

Citiamo da Il Giornale:

In qualsiasi altro posto del mondo, l'arresto di un pericoloso narcotrafficante sarebbe considerato un «lavoro socialmente utile». Questo non accade alle nostre latitudini, dove può capitare che un agente della Squadra mobile di Napoli (quella guidata, fino a pochi giorni fa, da Vittorio Pisani, il superpoliziotto infangato dalle dichiarazioni di un ex tagliagole di camorra e coinvolto in un'inchiesta sui ristoranti dei clan) finisca sotto processo e per di più condannato in Italia per aver pigiato troppo l'acceleratore in Svizzera all'inseguimento di un criminale ricercatissimo nel globo.
Tutto inizia quando Michele Pellegrino, in servizio alla sezione Narcotici partenopea, viene inviato in missione in un Paese del nord Europa per partecipare alla cattura di un imprenditore del commercio di cocaina; uno di quelli considerati davvero pericolosi perché inondano di neve i rioni ghetto di Scampia e Secondigliano, guadagnando cifre da capogiro e facendo la bella vita tra Bogotà, Montecarlo e Nizza. La soffiata che arriva in Questura è precisa e dettagliata. Occorre attivarsi subito. Preparare le carte, avvisare i ministeri competenti, chiedere autorizzazioni e quant'altro. Ma è sera, ormai, e non è più possibile attendere. Il narcos potrebbe uscire dai radar delle «confidenze» della Squadra Mobile. Così lo sbirro Michele Pellegrino, senza pensarci troppo, noleggia con i suoi documenti e con la sua carta di credito un Suv Volvo con il quale comincia la caccia al camorrista. L'operazione sotto copertura - autorizzata dalla Direzione distrettuale antimafia partenopea e supportata dalla Direzione centrale antidroga di Roma - si conclude con l'arresto del criminale e con il sequestro di 100 chili di droga destinati al mercato italiano. Anziché una medaglia al valore o una promozione per meriti straordinari, ecco l'imprevisto: all'altezza del Cantone dei Grigioni, in Svizzera, il cacciatore di camorristi viene fotografato dagli autovelox perché ha superato di 39 chilometri il limite di velocità (119 km/h invece di 80). Passano due mesi, e a casa dell'agente si presentano i carabinieri con un avviso di garanzia e la convocazione in caserma: la magistratura svizzera ha chiesto, tramite rogatoria internazionale, che il conducente dell'auto che ha turbato la tranquillità del Paese del cioccolato venga identificato e processato (perché nella patria del segreto bancario e dei riciclatori di professione non c'è multa o vigile che tenga, se hai il piede pesante si finisce alla sbarra). Pellegrino cerca di spiegare come può le sue ragioni, ma la legge elvetica sul punto è inflessibile: non c'è differenza tra chi tira l'auto al massimo perché è ubriaco e chi, invece, ha appena partecipato a un blitz antidroga. Bisogna punirlo, punto e basta. D'altronde, gli uffici giudiziari di Como e Milano sanno bene quanto i dirimpettai ci tengano all'osservanza del loro codice della strada: ogni anno sono decine e decine le rogatorie internazionali che atterrano sulle scrivanie dei magistrati lombardi, con tutte le incombenze e i costi del caso a carico dei contribuenti italiani.La Procura di Santa Maria Capua Vetere non può far altro che mettere a disposizione dell'inflessibile Cantone dei Grigioni un pm e tutto l'occorrente - polizia giudiziaria compresa - per interrogare e definire la posizione giudiziaria del poliziotto. Ovviamente, le istituzioni italiane di riferimento non muovono un muscolo per tutelarlo, così dallo stipendio che non è certamente da conto in Svizzera se ne vanno via i primi soldi per ingaggiare l'avvocato e per le carte bollate.Qualche giorno fa, preciso come un orologio svizzero, arriva il decreto di condanna firmato dal giudice d'Oltralpe Claudio Riedi: Michele Pellegrino è condannato a 1.050 euro di multa e a 5 giorni di «lavori socialmente utili» in Svizzera.

Non c'è che dire: viene proprio da pensare a Orson Welles e a quello che disse sugli svizzeri ne "Il terzo uomo":
In Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri: e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera, hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia,  e cos'hanno prodotto? Gli orologi a cucù

Infine: siamo tutti ansiosi di vedere cosa intendano gli svizzeri per "lavori socialmente utili": pascolare le vacche? mungere le caprette che fanno ciao? riparare orologi a cucù?

Ma forse il massimo del socialmente utile in Svizzera è proteggere i cercatori di funghi, come fa il segugio di Bizzarone:


mercoledì 15 aprile 2009

Svizzera


Fresco reduce da Zurigo, ove mi sono recato con la famiglia per festeggiare i 15 anni di matrimonio (e non solo, ma ne parlerò più diffusamente sul mio sito operistico www.operadisc.com, cui rimando gli eventuali interessati), mi viene spontaneo fare qualche considerazione che potrà sembrare facile e scontata, ma che non lo è affatto ed è anzi dolorosa.
Zurigo è una città bella, ma non più (anzi, molto meno) di tante altre città italiane per le quali andiamo giustamente famosi, come Roma, Firenze o Venezia.
Ci sono alcuni bei monumenti e musei, come il Museo Nazionale Svizzero, o quello di Arte Orientale nella Villa Wesendock, o chiese splendide come la Grossmunster - centro di riferimento per la Riforma svizzera di Zwingli - o la Fraumunster, con le vetrate di Marc Chagall.
L'orologio della Peterkirche, con i suoi 8.7 metri di diametro, è il più grande d'Europa e la campana maggiore, accordata in la bemolle, pesa oltre 6 tonnellate. Sono dati interessanti, ma mi rendo conto che potrebbero arricchire il capitolo "E chi se ne frega" della vita di chiunque non faccia il campanaro.
C'è anche una stazione ferroviaria di una bellezza da cartolina; oddìo, i cazzoni ci sono anche lì come in qualunque stazione del mondo, ma sei portato a credere che tutto scompaia di fronte alla realtà inconfutabile che in Svizzera i treni partono sempre in orario.
Questi vanti locali, tenuti dagli svizzeri in perfetto ordine, semplicemente scompaiono di fronte ad una qualunque Galleria degli Uffizi, o ad una Chiesa dei Frari di Venezia, motivo per cui non ci sarebbe teoricamente nessuna ragione di ammirarne la bellezza; cosa che, peraltro, valeva anche per me, tanto pda essere un portato collaterale rispetto all'evento mediatico teatrale che mi ha portato ad organizzare proprio lì il mio anniversario, e di cui parlerò nei prossimi giorni sul mio sito.

Adesso, dopo avervi detto cosa si può trovare a Zurigo, vi dirò cosa non ci si trova:
- merde di cani sui marciapiedi: ci sono ad ogni angolo splendidi contenitori di sacchetti rossi che servono a tal uopo, e che nessuno strappa e svelle dal suolo, così tanto per fare, come era accaduto a quelli improvvidamente posizionati dall'amministrazione comunale di Varazze (Sv). Parimenti, in Svizzera non si troveranno:
- lattine, bottiglie e altri oggetti che la cittadinanza italiana ritiene sia dovere dell'amministrazione comunale rimuovere. Manca, insomma, la filosofia del "lo deve fare qualcun altro". Ho visto sul battello del Lago dei Quattro Cantoni (da Lucerna a Vitznau) due ragazzi che hanno mangiato una mela e riposto il torsolo in un sacchetto, anziché buttare l'uno e l'altro nel lago, come sarebbe putacaso successo durante una navigazione sul Garda
- vigili che controllano automobilisti che oltrepassano i segnali di stop a velocità supersonica. Vi affacciate sulle strisce? L'automobilista si ferma. Entrate in una rotatoria? Chi è sullo stop alla vostra destra aspetta che voi siate passati senza uscire alla b.d. cercando clamorosamente di fottervi. Sembrerebbe che in Svizzera esista una civiltà e una cultura del rispetto sulla strada, a noi totalmente estranea. Ad ogni buon conto, oggi, appena varcato il confine di Brogeda, i miei compatrioti mi hanno fatto tornare subito alla realtà: sono stato sorpassato a destra da un camionista che guidava con i gomiti mentre con la sinistra reggeva il cellulare e con la destra, probabilmente, si stava masturbando
- purtroppo non ci si trovano nemmeno i bidet (come in quasi tutta l'Europa che non è l'Italia) né un caffè decente (veggasi sopra). A tavola è difficile trovare una verdura che non sia l'onnipresente patata, fritta o sotto forma degli indigeribili roesti, mentre in compenso sovrabbonda il maiale, in guisa do salsiccia o wurstel, il che - se ci pensate - è piuttosto strano in un Paese in cui sovrabbondano le vacche (e hony soit qui mal y pense)

Orson Welles ne "Il terzo uomo" diceva: " In Italia, sotto i Borgia, per trent'anni hanno avuto guerre, terrore, assassini e massacri; in compenso hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera hanno avuto cinquecento anni di amore fraterno, pace e democrazia e cos'hanno prodotto? L'orologio a cucù".
E' una delle citazioni che noi italiani amiamo maggiormente, ma credo sia solo invidia