Ci sono momenti in cui la squadra per cui tifo arriva ad appuntamenti decisivi nei panni della vittima predestinata. Successe già per esempio nel 1994, finale di Coppa dei Campioni, contro il Barcellona allenato da Cruyff: i catalani si espressero in modo aggressivo nei confronti dei milanisti, preannunciando che avrebbero fatto strame delle nostre ambizioni. Finì 4-0 per noi: due volte Massaro, Savicevic e Desailly.
Lo confesso: era l'unica speranza che mi invogliava a seguire un derby che non mi attirava nemmeno un po' e per cui, prima dell'inizio, avrei sottoscritto il pareggio.
Ieri, sino alle 20.45, andava così; ma ecco che Dentiera Nera e il Figlio di Mourinho non hanno fatto in tempo a sedersi che erano già sotto, grazie a una geniale intuizione del Genero.
A completare una serata perfetta, il Padre di Leonardo, una delle più miserabili faccedimerda mai apparse sui palcoscenici calcistici italiani e non solo, ridimensionava il proprio ego ipertrofico prendendole in casa contro l'ultima in classifica e costringendo così la dirigenza del Real - pari, per arroganza, solo a quella dell'Inter - a dover ammettere che la fama dell'allenatore che si sono pagati fior di milioni di euro è costruita, in realtà, solo sulle chiacchiere: Guardiola è su un altro pianeta.
Credevate nella remuntada?
Pensavate di passeggiare vincendo con la chiavica scartata da noi dopo una stagione triste e miserabile?
Ritenevate di poter continuare a vivere di rendita sulle delazioni che vi hanno permesso di acquisire calciatori degli avversari a prezzo di liquidazione?
Volevate continuare a giocare solo contro squadre disfatte e derelitte?
Be', ragazzi, è finita la bazza: scendete dal pero e tornate sulla terra.
Non c'è sempre il culo a sorreggervi quando cadete, come è successo putacaso a Monaco di Baviera due settimane fa.
Ogni tanto marca male.
E ieri sera avete visto che, senza il culo, non arrivate da nessuna parte.
Resta un'ultima considerazione da fare, ed è un pensierino rivolto ad un presidente che, recentemente, dopo aver ricevuto l'Ambrogino d'oro dalla cognata (!) - perché i sindaci precedenti giustamente si erano rifiutati di prenderne in considerazione l'autocandidatura - ha avuto la spudoratezza di affermare che il vero milanese è interista.
Come milanese mi sono sentito profondamente offeso da un'affermazione falsa e vigliacca come questa.
L'Inter Football Club, nata nel 1908 da una costola di dirigenti del Milan traditori e secessionisti, salvata ignobilmente dalla serie B nel 1922 grazie a una gabola che già faceva intravedere in filigrana le truffe del futuro presidente nonché ignobile erede di quel poco di tradizione gloriosa che i colori nerazzurri riuscirono a mettere da parte negli Anni Sessanta, perdente predestinata per i vent'anni della mia giovinezza, squadra scarsa e dagli orizzonti limitati, gestita con un provincialismo culturale di bassissimo profilo, non è né mai sarà la squadra dei milanesi.
La squadra di Milano, l'Unica, l'Invincibile, è quella che simboleggio con le immagini qui sotto.
E' una questione di cuore, testa, mentalità, di coscienza del proprio ruolo e del posto che si occupa.
Per arrivare a occupare quel posto, non basta prenderne l'ex-allenatore dilettante che l'anno scorso ha fallito il compito affidatogli; e che, per inciso, ha poco o nullo feeling con la particolare atmosfera di un derby, visto che come allenatore ne ha persi tre su tre.
E anche solo aver pensato di diventare il Milan prendendo Leonardo...be', c'è tutta la spiegazione di un Ambrogino d'oro assegnato dalla cognata del presidente, non vi pare?
Au revoir, les enfants
La squadra di Milano, l'Unica, l'Invincibile, è quella che simboleggio con le immagini qui sotto.
E' una questione di cuore, testa, mentalità, di coscienza del proprio ruolo e del posto che si occupa.
Per arrivare a occupare quel posto, non basta prenderne l'ex-allenatore dilettante che l'anno scorso ha fallito il compito affidatogli; e che, per inciso, ha poco o nullo feeling con la particolare atmosfera di un derby, visto che come allenatore ne ha persi tre su tre.
E anche solo aver pensato di diventare il Milan prendendo Leonardo...be', c'è tutta la spiegazione di un Ambrogino d'oro assegnato dalla cognata del presidente, non vi pare?
Au revoir, les enfants

