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domenica 25 ottobre 2009

Un chirurgo per il PD


Sono molto incuriosito dagli esiti delle primarie del PD. All'una oltre ottocentomila persone avevano votato nei chioschetti dimostrando con i fatti una voglia di "far politica" che non può che fare onore, soprattutto se consideriamo il momento attuale in cui, alle ninfette ed escort del Premier, vengono contrapposti trans e drag queen dell'opposizione. Il che, se ci pensiamo, non dovrebbe stupire: a parte la corrente teo-dem della Binetti, esiste nel PD un'anima trasgressive che si contrappone alla fallocrazia berlusconiana.
A parte le facezie, devo dire che sono rimasto discretamente colpito da Ignazio Marino. Sarà che mi accomuna a lui la professione, ma devo dire che c'è stata molta dignità nelle considerazioni che ha fatto al solito giornalista che gli chiedeva se si sentisse ago della bilancia nella sfida fra gli altri due contendenti: "Io non voglio essere l’ago della bilancia come dicono. Dario, Pierluigi davvero siete così intrisi delle vecchie posizioni da non capire che qualcuno vuole correre solo per le sue idee?".
Ecco: a Sinistra c'è qualcuno che parla di idee! Poi, si capisce, l'antiberlusconismo non manca mai, ma c'è finalmente qualcuno che rifiuta i modelli precostituiti e mette in campo le proprie idee!
Non quindi - per dire - un Franceschini che di idee non ne ha mai avute e che il meglio che ha pensato, per stimolare gli elettori a votarlo, è di promettere di eleggere come vicesegretari una donna e un africano. E neppure un Bersani che, al di là della simpatia umana che mi suscita per il suo essere un vecchio comunistone emiliano col sigaro in bocca e le maniche della camicia arrotolate come un Peppone qualsiasi, dimostra di essere ancora arroccato sul Sinistrese come unico mezzo di comunicazione.
Marino mi sembra la vera novità di questa simpatica kermesse che ormai segna in modo democratico le scelte del partito omonimo ma che - per inciso - mi pare che porti una sfiga orrenda al medesimo. La mia speranza è che ce la faccia e che la gente lo scelga per le sue idee, visto che Berlusconi sta subendo l'attacco finale e - mia idea, potrei ovviamente sbagliare - non credo che arriverà indenne alla fine della Legislatura

lunedì 11 maggio 2009

Tripoli bel suol d'amore


In questi giorni fa molto scalpore il fatto che il governo italiano abbia adottato una linea piuttosto severa con gli immigrati clandestini, che vengono riaccompagnati alle postazioni di partenza in Libia.
Siccome a questi livelli le cose non succedono per caso o per alzate di testa dei singoli, si dà il caso che questa iniziativa venga dopo gli accordi fra Italia e Libia in materia di immigrazione (è noto che le cosiddette carrette del mare partano tutte da Tripoli e zone limitrofe) e seguendo le normative della Comunità Europea.
La cosa non poteva passare inosservata, tanto più in campagna elettorale. I membri dell'opposizione, in testa il capocomico Franceschini, che la buttano subito su quel socialismo umanitario che, dai tempi di De Amicis, è l'unico valore che non sia l'antiberlusconismo ad essere espresso dalla Sinistra, si sono collettivamente stracciati le vesti, questa volta peraltro in compagniadi Casini e dei Vescovi.

Lascerei perdere le considerazioni folkloristiche di stampo leghista su "L'Italia agli italiani": non mi interessano. E trovo che anche le opinioni personali di Berlusconi sulla società multietnica siano meramente propagandistiche, quindi per me non interessanti. Non diversamente dall'Onorevole Casini, credo anch'io che la società multietnica sia un bene prezioso, oltre che un portato inevitabile della nostra epoca. Dobbiamo agli extracomunitari che si sono integrati onestamente un miglioramento di noi stessi, oltre che dell'indotto dell'Azienda Italia. Ma questo non deve farci dimenticare un paio di aspetti che proverò a riassumere:
  1. c'è un'industria criminale che si arricchisce con il traffico di esseri umani per l'Italia. Gli scafisti sono solo i terminali crudeli di questa organizzazione che, sinora, ha potuto prosperare con la connivenza del governo di Gheddafi che ci si arricchisce e che li ha sempre spediti qui perché l'Italia è vicina e, almeno sino a questo momento, si è prestata a questo gioco al massacro
  2. riportarli a casa non vuol dire cannoneggiarli, annegarli o - come fa regolarmente Malta - fottersene se stanno annegando. Li si soccorre, ma poi li si rispedisce al mittente. Può essere doloroso per chi ha investito tutti i propri risparmi in quest'impresa, ma è l'unico sistema per scoraggiare gli aspiranti ad alimentare questa schifosa industria criminale. Rispedisci oggi, rispedisci domani, prima o poi si stancheranno di seguire questa strada illegale, si terranno i loro risparmi e punteranno a soluzioni legali, le uniche accettabili
Era tempo di metterci mano.

lunedì 16 marzo 2009

Il Prodino


C'è chi ricorda, e non senza ragione, che Romano Prodi ha sconfitto Berlusconi due volte su due che ha partecipato alle tornate elettorali. E' anche vero, però che nessuno dei due governi che ha presieduto ha avuto vita lunga, e questo nonostante (o forse proprio per questo) avesse alle spalle una coalizione che esprimeva tutto l'arco della Sinistra.
Infatti: la prima volta l'ha freddato il suo compagno di squadra D'Alema, ansioso di mettersi a capo del governo senza il voto del popolo; la seconda volta ci hanno pensato prima il rifondarolo Turigliatto e poi l'ex-DC Clemente Mastella da Ceppaloni, anch'essi entrambi della stessa squadra, a dimostrazione che chiamare prima Ulivo, poi Unione un'alleanza governativa del genere, era stata una singolare dimostrazione di ottimismo.

E' alla luce di quanto sopra che sembra piuttosto strana la proposta che il redivivo Prodi, che per l'occasione abbandona momentaneamente i suoi impegni di nonno, sente il bisogno di dare all'erede Franceshini: di abbandonare i propositi veltroniani di correre da solo e di rispolverare l'Unione (o Ulivo che dir si voglia) perché uniti si vince.
Ma uniti a chi, benedetto?
A chi te l'ha già rinvangato in quel famoso posto?
A chi è stato depennato dal Parlamento a titolo di ringraziamento da parte dell'elettorato che ha capito benissimo da che parte stava la colpa?
E poi, anche ammesso che si riesca a vincere unendosi nuovamente a Mastella e sinistri vari, non è che il cimento finisca lì: bisogna governare. Che si fa, si lascia da parte Ferrero e i ceppalones per appoggiarsi nuovamente ai pannoloni dei senatori a vita?
Santa pace, ma non gliel'hanno detto che le riedizioni di programmi fallimentari sono destinate a fallire nuovamente? Non l'ha già vissuto a sufficienza sulla propria pelle?
Va bene levarsi dalle palle Berlusconi, ma non si può pensare a soluzioni meno fallimentari?
L'ultima cosa di cui sentiamo la necessità, è del prodino riscaldato